Il
telescopio piu' grande del mondo
Argentina,
studierà i raggi cosmici
Dopo 13
anni di progettazioni, è stato inaugurato in Argentina
il più grande osservatorio di raggi cosmici del mondo,
l'Osservatorio Pierre Auger. Grande trenta volte Parigi,
è composto da una rete di telescopi a fluorescenza e da
rivelatori d'acqua installati ai piedi delle Andre, a
1500 metri di altitudine. Il suo scopo principale:
risolvere l'interrogativo sull'origine dei raggi cosmici
di energie estreme.
L'osservatorio
è finanziato da un consorzio di 16 Paesi, del quale
fanno parte anche il CNR italiano e il francese CNRS,
oltre che gli Stati Uniti, la Germania, la Gran Bretagna
e la Spagna, e sorge su un'area di tremila chilometri
quadrati nella provincia argentina di Mendoza. Quando
sarà ultimato (nel giro di sei mesi) disporrà di 1600
rivelatori contenenti 12 tonnellate d'acqua per captare
i raggi al suolo e 24 telescopi a fluorescenza per
catturare i raggi nell'atmosfera. Il tutto sarà
collegato da una gigantesca rete informatica, una sorta
di Wi-Fi a vasta scala. Al progetto lavorano 370
scienziati in 60 diversi laboratori.
L'importanza della risoluzione del grande mistero dei
raggi cosmici potrebbe addirittura, sostengono gli
scienziati, rimettere in questione le leggi fondamentali
dell'universo. Osservati per la prima volta dal fisico
Hess nel 1910, di questi raggi si sa solamente che sono
formati da particelle stabili di tutti i tipi a bassa
energia e da composizioni sconosciute di alta energia.
Sono state misurate con l'aiuto del contatore Geiger,
dal francese Pierre Auger negli anni Trenta, prima di
essere studiati a partire dagli anni Sessanta tra le
energie elevate. Ma non c'è nessuna prova della loro
provenienza. sono il prodotto di fenomeni astrofisici
violenti, come esplosione di supernove? Vengono dal
nucleo delle galassie? Sono dei relitti del big-bang? I
raggi cosmici sono anche molto rari: se ne osserva uno
per km2 e al secolo.
Nel corso degli ultimi decenni, solo una ventina di essi
sono stati potuti osservare da una mezza dozzina di
rilevatori. E capita sempre che raggiungano la terra
dopo un periplo di molte decine di milioni di anni-luce.
Una loro migliore conoscenza potrebbe permetterci di
capire fenomeni violenti e lontani e anche di risalire
alle origini dell'universo.
Dominii: tre "x"
per i siti porno
Nasce il quartiere a luci
rosse sul Web
Anche i
siti porno avranno il loro dominio. E' questa l'ultima
disposizione dell'Icann, l'Associazione per
l'assegnazione dei nomi e dei numeri su Internet, che,
dopo numerose trattative e bocciature, ha avallato
definitivamente i suffissi hard. Stando al progetto in
cantiere già dal 2000, nel dettaglio presto tre "x"
caratterizzeranno dunque i portali con contenuti
sessualmente espliciti creando una sorta di quartiere a
luci rosse sul Web.
Supervisionati dalla Icm Registry Inc., tecnicamente
parlando, i siti porno non saranno obbligati a
utilizzare indirizzi ".xxx", ma grazie alle nuove
stensioni potranno comunque identificarsi chiaramente
aiutando i programmi-filtro a impedire l'acccesso ai
minori e invogliando i grandi nomi del settore ad
investire sull'online. "Questa è un'iniziativa
volontaria - ha detto Robert Corn-Revere, avvocato di
Washington che ha aiutato Icm ha mettere a punto la sua
proposta all'Icann - Non vogliamo presentarla come la
soluzione definitiva di tutti i problemi".
Problemi sottolineati anche dall'attivista per la
sicurezza dei minori Donna Rice Hughes, secondo cui,
senza l'obbligatorietà di registrazione, i nuovi domini
hard non sarebbero comunque la soluzione migliore per
evitare agli utenti di imbattersi casualmente in siti
porno e portali a luci rosse. Perplessità subito
confermate anche da un portavoce della famosa casa del
coniglietto osè: "Playboy Entreprises Inc. non ha
intenzione di spostare sui nuovi domini xxx nessuno dei
suoi siti Internet". Il mondo dell'hard avrà
ufficialmente il suo dominio Internet, ora però
occorrerà vedere quanti lo utilizzeranno.
notizie tratte da TGCom