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29/12/2006, ore 10.42.00 (fonte:
I fatti.com)
Marina Militare, indagini su altri ufficiali dello Stato per le
manutenzioni mai eseguite alle navi italiane
Nel mirino della Procura siciliana decine di imprese di Messina,
Napoli e Siracusa
Siracusa (Oriana Vella) - Manutenzioni “fantasma” sulle navi della
Marina Militare Italiana. La Procura della Repubblica di Siracusa e
la Guardia di Finanza portano alla luce un vasto giro, 19 le persone
indagate. Coinvolti anche diversi ufficiali della Marina. Le ipotesi
di reato vanno dal falso ideologico in atto pubblico all’
associazione a delinquere e alla truffa ai danni dello Stato.
Controllate le basi della Marina militare di Augusta, La Spezia e
Taranto. Setacciato anche l’Ufficio storico di Roma.
Un giro di appalti, affidati ad imprese per la manutenzione di navi
della Marina Militare, che avveniva solo sulla carta. Una truffa ai
danni dello Stato per centinaia di migliaia di euro. È quanto hanno
portato alla luce gli uomini della Guardia di Finanza coordinati dal
Sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di
Siracusa, Antonio Nicastro. Le indagini si svolgono in diverse città
portuali italiane: La Spezia, Augusta, Taranto e Roma, dove si trova
l’archivio storico della Marina Militare. Controllate anche decine
di imprese operanti a Messina, Napoli e in provincia di Siracusa.
Secondo quanto spiegato dal comandante della Guardia di Finanza di
Siracusa, colonnello Carmine Canonico, accadeva spesso, addirittura
nell’80 per cento dei casi, che le attività di manutenzione sulle
unità navali previste dal contratto stipulato, venissero dichiarate
eseguite, nonostante questo non rispondesse a verità. Tale prassi
sarebbe stata seguita sia per la manutenzione ordinaria sia per
quella straordinaria. Le Fiamme Gialle hanno appurato che in alcuni
casi, navi che avrebbero dovuto trovarsi ormeggiate al porto, erano
invece in navigazione - magari all’estero - o viceversa. Questo
avveniva, secondo quanto valutato dalla Procura della Repubblica,
attraverso la complicità di ufficiali della Marina, che avrebbero
attestato la falsa avvenuta manutenzione.
Numerosi ufficiali della Marina e dipendenti delle imprese
incaricate del servizio sono stati sentiti dagli inquirenti in
qualità di persone informate dei fatti. Esaminata la documentazione
di bordo di un consistente numero di navi e delle basi di Augusta e
La Spezia. Tra le 19 persone iscritte nel registro degli indagati ci
sarebbero 10 ufficiali. Gli altri sarebbero sottufficiali e
rappresentanti legali delle imprese di manutenzione. Secondo la
Guardia di Finanza gli episodi venuti alla luce avrebbero riguardato
sempre le stesse persone, “nelle medesime modalità operative”. Ogni
anno l’Arsenale Militare di Augusta indice gare d’appalto per circa
9 milioni di euro. Le offerte delle imprese venivano valutate da
un’apposita commissione di collaudo, i cui componenti erano nominati
dal direttore dell’Arsenale Militare. Le commissioni non sarebbero
mai salite a bordo delle navi per fare le valutazioni previste.
«Si trattava di solito sempre delle stesse persone - spiega il
colonnello Canonico -. Ovviamente sono tutti indagati. Il giro
d'affari è stimabile in decine di milioni di euro, visto lo
stanziamento predisposto per la manutenzione ogni anno».
Anche le imprese che partecipavano alle gare indette erano sempre le
stesse e proponevano ribassi che raggiungevano il 50 per cento. È
chiaro agli investigatori che a quel punto non sarebbe esistito
alcun vantaggio per le ditte. Da questa stranezza sarebbero
scaturite le indagini che hanno poi condotto alla scoperta di questo
vasto giro d’affari. L’esito delle indagini non è però quello
sperato dalle Fiamme Gialle.
«Avevamo chiesto la custodia cautelare - aggiunge il comandante
della Guardia di Finanza - ma non è stato possibile per una serie di
ragioni». |