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La Sicilia 15
Febbraio 2005 Allarme
inquinamento
Ferrito: «Pescati pesci con il dna
frammentato»
«Pesci come bioindicatori dell'inquinamento marino costiero,
salute e legalità». E'il tema affrontato nel corso di un convegno organizzato
dall'associazione culturale Mare Blu. «Da una ricerca effettuata dall'università
di Catania, nel litorale della rada di Augusta è stata riscontrata la presenza
di pesci con un Dna altamente frammentato» ha detto la biologa Venera Ferrito.
La specie esaminata: la comune donzella. Ha aperto i lavori il presiedente del
circolo Mare Blu Angelo Petrucci, il quale ha sottolineato l'importanza
dell'argomento trattato in una realtà, come quella megarese, dove i risultati
dello studio presentato forniscono un'ulteriore certezza sullo stato di
inquinamento ambientale di cui è vittima il territorio. A parlare dell'aspetto
legale è stato l'avvocato Puccio Forestiere che, dopo un excursus storico sulle
vicende che hanno segnato il nostro territorio, dalle morie di pesci
all'esplosione dell'emergenza bambini malformati, ha sottolineato che: «in
materia ambientale è indispensabile una semplificazione legislativa. E'
necessario chiarire attraverso i testi unici la problematica delle competenze
relative alle procedure e ai controlli». Forestiere ha poi rimarcato che la
figura del primo cittadino rappresenta sempre e comunque la massima autorità
sanitaria a livello locale; egli ha quindi il potere mediante ordinanze di
intervenire nell'immediato anche in caso di danno temuto alla salute della
popolazione e non solo accertato. Tra il relatori Giacinto Franco che ha fornito
percentuali sui casi di malformazioni, dati non nuovi ma i soli in grado di
testimoniare idanni prodotti da un' industrializzazione che per decenni ha
marciato a ruota libera.
Dopo 14 anni è
possibile programmare il futuro
Nel corso del'incontro che si è tenuto ieri, dedicato al Piano di
risanamento ambientale, il prefetto Francesco Alecci, nella sua qualità di
commissario, ha dato notizia dell'accredito di 24 milioni di euro che
saranno destinati al completamento di alcune schede inserite nello stesso
Piano. I 24 milioni di euro si aggiungono ai 5 già accreditati lo scorso
anno. Il prefetto, inoltre, ha dettagliatamente illustrato lo stato
dell'arte dei progetti che sono in corso d'attuazione. Dall'incontro di
ieri, quindi, si sono avute importanti certezze, dopo lunghi anni di un
sostanziale immobilismo da parte della Regione siciliana, con un
intollerabile blocco delle risorse, in contraddizione con la pressante
emergenza ambientale dell'area.
Il rilancio e l'accelerazione del Piano di risanamento ambientale è stata
conseguente all'attività del prefetto Alecci, in qualità di commissario di
governo per l'esecuzione dei progetti. Inoltre, il prefetto Alecci ha
confermato che anche per le schede da realizzare verrà seguito il metodo
già messo in atto per quelle precedenti.
Dei progetti saranno incaricati gli uffici tecnici delle amministrazioni
locali, e questo permetterà un utilizzo oculato delle risorse nonché la
massima trasparenza degli atti. I progetti iniziali, su cui sicuramente
interverrà una rimodulazione visto che ormai risalgono a oltre 10 anni fa,
riguardavano il Comune di Siracusa, titolare di 5 progetti, altri 5 sono
previsti per il Comune di Augusta, 3 per Melilli, 5 per Priolo, mentre
altri 5 sono di titolarità della Provincia regionale. Si può dire che gli
investimenti previsti dal Piano rigardano l'ambiente del territorio
siracusano con un ruolo di programmazione dell'ambiente per i prossimi
anni.
Piano di risanamento accreditati 24 milioni
Arriva un'altra tranche di circa 24 milioni di euro, dei finanziamenti del
Piano di risanamento ambientale e il prefetto Francesco Alecci, nella
qualità di commissario per l'esecuzione dei progetti, ha convocato un
vertice per accelerare i tempi di intervento.
La riunione si è svolta ieri, in Prefettura, e hanno partecipato tutti i
soggetti interessati, dal presidente del Comitato di ccordinamento del
Piano, ai direttori dell'Arpa Sicilia e dell'Arpa di Siracusa, ai
rappresentanti dell'Azienda unità sanitaria locale 8, delle organizzazioni
sindacali, al presidente della Provincia regionale di Siracusa, ai
rappresentanti delle amministrazioni dei Comuni che fanno parte dell'area
a rischio ambientale (Siracusa, Augusta, Priolo, Melilli, Floridia e
Solarino), ai rappresentanti delle associazioni industriali e di altre
categorie.
Il prefetto Alecci, nel corso del suo intervento ha fatto il punto
sull'attuale situazione del Piano di risanamento ambientale, indicando lo
stato in cui si trovano i progetti che sono stati finanziati lo scorso
anno con i primi 5 milioni di euro che erano stati assegnati dalla Regione
sicilana alle casse della prefettura e ha introdotto quella che, di fatto,
sarà la seconda fase d'attuazione del Piano di risanamento, che anticipa
la fase conclusiva dello stesso Piano, che sarà attuata non appena verrà
assegnato il saldo del finanziamento, che dovrà essere di 20 milioni di
euro.
Per quanto, invece, concerne le 14 schede che sarà possibile eseguire con
questo finanziamento di 24 milioni di euro, il prefetto Alecci ha
affermato che si procederà come è stato fatto con i progetti che sono in
corso di attuazione. Quindi, nei prossimi giorni verranno convocati gli
enti pubblici incaricati dell'esecuzione dei progetti, e verranno invitati
a redigerli.
Il prefetto Alecci, inoltre, ha fatto il punto sui progetti che sono in
corso di attuazione e per i quali già sono stati presentati i progetti
preliminari.
Si tratta dello spostamento della strada di accesso al pontile Nato; della
realizzazione di una rete di rilevamento di gas infiammabili lungo la
linea ferroviaria Siracusa-Catania ed in particolare nel tratto che
attraversa gli stabilimenti industriali; della chiusura al traffico
veicolare della strada ex Regia trazzera; dell'istituzione di una
commissione per l'indagine epidemiologica nel territorio dei Comuni a
rischio di crisi ambientale, le cui modalità sono state avviate dal
direttore dell'Asl 8 di Siracusa.
Di particolare interesse sono stati i risultati riferiti dal direttore
dell'Arpa di Siracusa Angelo Stoli e che fanno parte dell'esecuzione dei
progetti del Piano di risanamento che sono stati assegnati a questa
struttura: la scheda H2-1/C (potenziamento del controllo ambientale),
I2-6/C (monitoraggio periodico di inquinanti organici ed inorganici).
Mentre con il prossimo finanziamento sarà attuata la scheda I4-1/C
(potenziamento della rete laboratoristica per il controllo ambientale).
Per quanto concerne la prima scheda sul potenziamento di controllo
ambientale verrà rifinanziata, come ha assicurato il prefetto Alecci, ed
in previsione del potenziamento delle attrezzature di laboratorio potranno
essere ampliate le determinazioni analitiche, andando a coprire alcuni
vuoti di settori: acque destinate ad uso umano, rifiuti e bonifiche di
siti contaminati, pesticidi, inquinamento atmosferico.
Angelo Stoli, in chiusura, ha voluto ricordare Carmelo Burgio,
recentemente scomparso, suo valido collaboratore per l'attuazione delle
schede.
Il cloro-soda è un nodo
cruciale
LUNGA GESTAZIONE.
Nel '90 la dichiarazione del Consiglio dei ministri
Il Piano di risanamento
ambientale è nato nel 1990 con la dichiarazione del Consiglio di ministri
di «area ad elavoto rischio ambientale del territorio costituito dai
Comuni di Augusta, Priolo, Melilli, Siracusa, Floridia e Solarino».
L'iniziativa era partita dell'attuale parlamentare dell'Udc Pippo Gianni,
quando era sindaco del Comune di Priolo. Il Piano di risanamento venne
definito nel 1995, e lo Stato assegnò alla Regione siciliana un
finanziamento di 100 miliardi di lire, che era una parte dei 470 miliardi
previsti. Nella sua globalità il progetto di risanamento del petrolchimico
di Priolo prevedeva, allora, interventi per circa 1100 miliardi di lire,
in quanto ai 470 miliardi dello Stato si dovevano aggiungere i 630
miliardi stanziati dalle aziende industriali.
E tra questi investimenti delle aziende private c'era quella che prevedeva
l'ammodernamento dell'impianto di cloro-soda che dalle celle a mercurio
doveva passare a quelle a membrana. Invece, mentre tantissimi altri
progetti privati sono stati eseguiti, quello che riguardava il cloro-soda
non fu attuato da Eni con quelle conseguenze giudiziarie che sono venute
alla luce lo scorso anno.
Addirittura ancora più strana in questo Piano di risanamento ambientale fu
la vicenda che riguardava i 100 miliardi di lire inserite nel bilancio
della Regione siciliana.
Per tanti anni non si è saputo la fine che avevano fatto questi
finanziamenti, per cui il Piano di risanamento divenne un vero e proprio
«fantasma».
Soltanto qualche anno fa, con la nomina del prefetto di Siracusa Francesco
Alecci a Commissario per l'esecuzione del Piano, si è avuto lo sblocco dei
finanziamenti regionali, anche se all'inizio lo stesso prefetto incontrò
delle resistenze tant'è che della questione interessò, addirittura, il
capo del governo Silvio Berlusconi.
Si può dire, pertanto che dopo circa 14 anni il Piano di risanamento è
partito, e nel frattempo quei miliardi di lire stanziati sono diventati
milioni di euro. Adesso ricomincia la lotta contro il tempo per riuscire a
recuperare il tempo perduto.
FONTE - la SICILIA - di
Paolo Mangiafico
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