NO AL MEGAINCENERITORE (articolo apparso su Augustaonline.it)


Le ragioni dei comitati contrari all'ennesimo impianto per scongiurare il pericolo di danneggiare ulteriormente l'ambiente circostante, dissenso civile ad una volontà illogica che va contro gli stessi principi della costituzione che prevede il diritto alla salute, un diritto più volte calpestato negli ultimi cinquant'anni ,immolato al profitto di pochi.

Mega fumata da una ciminiera dell'area industriale 16 feb - Continua la raccolta di firme per la petizione popolare, cittadini in prima linea contro una volontà che vorrebbe l'installazione di un ennesima "fabbrica di inquinamento" su un territorio già pesantemente penalizzato. I residenti di Augusta, organizzati in associazioni di volontariato, ambientaliste, o semplicemente con comitati nati spontaneamente nei vari quartieri, esprimono il loro dissenso contro la logica di chi vorrebbe trasformare l'intera area da industriale a stoccaggio rifiuti urbani e nocivi. Tutto ciò accade nei pressi della prima colonia greca in sicilia orientale, la citta di Megara Hiblaea già pesantemente sacrificata negli anni 50, circondata com'è da impianti industriali. Un crimine culturale perpretato da politici senza scrupoli e imprenditori che, evidentemente, non avevavo un minimo di sensibilità culturale. La storia si ripete, oggi nel 2004, lo scenario lo stesso, si sta cercando di far passare l'idea che è necessaria la trasformazione di un impianto che dovrebbe essere chiuso, la centrale Enel, per farla risorgere come "termovalorizzatore". Ecco che scatta il malcontento popolare, sopito da anni, si organizzano i comitati per la petizione da inviare ai seguenti enti: al Presidente della regione siciliana, responsabile del piano dei rifiuti, alla commissaria per l'Ambiente Margot Wallstrom, perchè forse l'aiuto può arrivare solo dall'esterno, ai sindaci dei comini di Augusta, Priolo, Melilli, Siracusa, Floridia e Solarino, al presidente della provincia di Siracusa, al Ministero dell'Ambiente, al Ministero della Salute, al presidente della Commissione nazionale antimafia, al presidente della Commissione regionale antimafia, all'Assessore regionale ai BB.CC. "I cittadini esprimono - si legge nel documento che accompagna la raccolta di firme - la loro più decisa contrarietà alla decisione della Regione siciliana di affidare per i prossimi vent'anni lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani a quattro aziende private che dovranno realizzare quattro mega-inceneritori per la distruzione di rifiuti indifferenziati. Uno di questi impianti dovrebbe essere attivato nei pressi di Augusta in contrasto con ogni criterio di logicità. Inoltre, contraddicendo le norme comunitarie e nazionali la Regione Sicilia ha deciso di abbandonare ogni sforzo per conseguire significativi risultati nella raccolta differenziata e nel recupero e riciclo dei materiali. Infatti le quattro aziende avranno il generico obbligo di separare soltanto la frazione umida ed i metalli, mentre tutto il resto, compreso le plastiche clorurate ed altre sostanze pericolose, verrà incenerito". Queste le ragioni generali ,poi il documento punta al problema ambientale specifico riguardante Augusta, più volte balzata alle cronache nazionali in relazione all'alta percentuale di malformazioni neonatali e patologie riconducibili all'inquinamento da sostanze industriali. "Nell'area di Augusta - continua il documento - dichiarata nel 1990 ad "alto rischio di crisi ambientale" e rimasta tale per la mancata attuazione del Piano di risanamento ambientale, si è stabilito di convogliare circa 500.000 tonnellate l'anno di rifiuti prodotti dalle provincie di Catania, Siracusa, Ragusa e Enna e di bruciarne circa 280.000 tonnellate presso la centrale Enel Tifeo che sarà trasformata in inceneritore. Mentre diventa sempre più indispensabile avviare gli interventi necessari per ridurre le emissioni del petrolchimico, binificare i siti inquinati, risanare la falda idrica inquinata dagli idrocarburi, tutelare la salute dei nascituri ,dei cittadini e dei lavoratori, è sconcertante che si voglia aggiungere un altro impianto in una zona che è al limite di sopportazione. Ancora più sbalorditivo se si considera che nell'area esiste già un inceneritore per rifiutimspeciali e che è in avanzata fase progettuale la realizzazione di una piattaforma, con relativo inceneritore, per lo smaltimento di rifiuti industriali pericolosi. Nel raggio di qualche chilometro si troveranno tre inceneritori. E' da irresponsabili aver localizzato l'inceneritore nella stessa area Enel Tifeo dove, da indaggini condotte per i piani di bonifica, è stata accertata la presenza di suoli inquinati da diossina." Nella stessa area confinante con una delle città greche , culla della civiltà, risalente all'VIII secolo a.c. e su cui pare si stiano investendo risorse economiche per la tutela e la valorizzazione, quegli stessi greci famosi per le "tragedie" che a distanza di secoli rischiano di diventare "drammi ambientali" perpetrati senza scrupolo sulla testa di centinaa di migliaia di residenti inermi contro le "volontà fameliche" di pochi, gli stessi che hanno pianificato per la zona un "futuro" da incubo .... GDA

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