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Augusta: fatture false per 10 mln,
interdetto commercialista
Di Fabio Fabiano, mercoledì 09
gennaio 2008
12:12:02 La Guardia di Finanza di
Augusta, nel siracusano, ha
sottoposto a verifica fiscale, nel
periodo giugno - dicembre 2007,
diverse societa' operanti
nell'ambito della zona industriale
megarese e di Priolo Gargallo
accertando un'evasione fiscale pari
a 10.000.000 di euro, consumata con
la complicita' di un noto dottore
commercialista. Il professionista e'
stato interdetto dallo svolgimento
della propria attivita' per sei mesi
mentre una ventina di imprenditori
sono stati denunciati. L'attivita'
di indagine, secondo gli
investigatori, ha consentito di
smantellare una vera e propria
consorteria, che, attraverso
l'utilizzo di fatture false, emesse
da societa' compiacenti, avrebbe
abbattuto sistematicamente tutti i
ricavi dichiarando al fisco utili
irrisori. L'artefice del meccanismo
contabile sarebbe un noto dottore
commercialista megarese, che fungeva
da punto di riferimento per decine
di imprenditori suoi clienti e che
per tale motivo e' stato raggiunto
da un provvedimento cautelare
disposto dal gip di Siracusa. Il
professionista e' stato interdetto
dallo svolgimento della propria
attivita' per la durata di 6 mesi.
Secondo quanto accertato dalle
fiamme gialle non si sarebbe
limitato ad alterare le
dichiarazioni dei redditi, ma in
alcuni casi si sarebbe anche
prodigato, tramite la sua societa',
ad emettere fatture false, peraltro
mai dichiarate al fisco. La
complessa ed articolata attivita'
fiscale, tuttora in corso, ha
permesso di denunciare 20
imprenditori. (ITALPRESS).
Rifiuti, come funziona raccolta nelle principali
regioni Italia
mercoledì, 9 gennaio 2008 2.12 -
Reuters 2008.
In Sicilia si producono 2,614
milioni di tonnellate di rifiuti
all'anno (dati 2005), pari all'8%
della media nazionale.
Il
piano che la Sicilia ha avviato nel
dicembre 2002 attribuisce grande
importanza alla termovalorizzazione
e all'incremento della raccolta
differenziata.
Nei quattro impianti di
termovalorizzazione da realizzare a
Bellolampo (Pa) Casteltermini (Ag),
Paternò (Ct) e Augusta (Sr)
confluirà, in pratica, soltanto la
quota residuale dei rifiuti.
La Sicilia ancora non raggiunge le
percentuali previste dalla legge per
la raccolta differenziata, riuso e
riciclo dei materiali attestandosi
al 5% dei rifiuti prodotti. Il piano
regionale del 2002 fissa il tetto
del 35% entro il 2008.
A tal fine è stata avviata la
raccolta porta a porta e sono stati
finanziati numerosi impianti di "compostaggio
domestico". Molti impianti di
selezione e compostaggio sono in
fase di realizzazione: erano 40 nel
2000, oggi ne sono in funzione circa
200 (obiettivo previsto, 325). Dal
1999 sono state chiuse 305
discariche per rifiuti solidi urbani
in esercizio non a norma, mantenendo
soltanto le 20 a norma. Concessi
finanziamenti per la costruzione di
discariche conformi alla normativa
vigente e per eventuali adeguamenti
per un importo complessivo di euro
61.375.274. E' prevista la riduzione
dai 27 Ato esistenti, a 9 (uno per
ogni capoluogo di provincia).
Il 12 giugno è stata raggiunta una
intesa tra governo e regione
siciliana su smaltimento rifiuti e
raccolta differenziata che prevede
tra l'altro il riavvio del processo
di costruzione dei
termovalorizzatori di Bellolampo
(Palermo), Casteltermini
(Agrigento), Paternò (Catania) e
Augusta (Siracusa). Saranno
parallelamente anticipate le
procedure di valutazione delle
emissioni in atmosfera stabilendo
che gli impianti abbattano tali
emissioni del 50% rispetto a quanto
previsto dal capitolato di gara.
*I dati si riferiscono ai rifiuti
urbani e non a quelli pericolosi o
industriali e, salvo diverse fonti
citate, sono tratti dal piano del
Commissariato di governo per i
rifiuti del marzo 2007 e dal
rapporto 2006 di Agenzia per la
protezione dell'Ambiente (Apat) e
Osservatorio nazionale sui Rifiuti.
Il rapporto 2007 di Apat-Onr sarà
diffuso il 6 febbraio 2008. La
scelta delle regioni non intende
essere completa ma ha un valore
indicativo.
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TRUFFA A
MARINA MILITARE: 20 RINVIATI A
GIUDIZIO
sabato 05 gennaio 2008
Siracusa, 5 gen. - Cadono le
principali accuse nell'inchiesta
sulle presunte manutenzioni fantasma
nelle navi della Marina italiana nel
porto di Augusta (Siracusa). La
Procura della Repubblica di
Siracusa, dopo la chiusura della
indagini, ha chiesto il rinvio a
giudizio per 20 dei 26 indagati e'
ha deciso di non contestare i reati,
inizialmente ipotizzati, di
associazione a delinquere e truffa.
Per effetto di questa decisione,
escono dal procedimento i gradi piu'
alti dei militari coinvolti, e tra
questi anche due ammiragli che sono
stati in servizio ad Augusta tra il
2000 ed il 2004. Le richieste di
rinvio a giudizio sono state firmate
solo per falso ideologico, contro
altri ufficiali e contro i
responsabili delle ditte incaricate
di effettuare le manutenzioni. Uno
dei pilastri dell'accusa si basa
sulla non corrispondenza tra le date
in cui venivano effettuati i lavori
e la presenza della navi nel porto
di Augusta, ma la tesi della difesa
e' che le date sugli atti indicano
l'istruzione delle pratiche e non il
periodo in cui erano stati
effettuati gli interventi. La
richiesta di rinvio a giudizio e'
stata firmata dal procuratore capo,
Roberto Campisi, e dal sostituto
Antonio Nicastro; l'udienza
preliminare, davanti al giudice
Vincenzo Panebianco, si terra' l'11
aprile prossimo.
29/12/2006,
ore 10.42.00
(fonte:
I fatti.com)
Marina Militare, indagini su altri
ufficiali dello Stato per le
manutenzioni mai eseguite alle navi
italiane
Continua
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Il gioco delle
tre torce
di A. D. - fonte: http://www.step1magazine.it/
Step1 vi presenta la scomoda verità sul polo petrolifero del
siracusano. Mancanza di controlli adeguati e tempestivi,
leggi troppo permissive, negligenze nella manutenzione e
inquinamento che passa per incidenti o malfunzionamenti
-
Priolo, l’incendio e le vie di fuga
di Rocco Rossitto
Gli abitanti
di Priolo Gargallo, Melilli e Augusta da anni sopportano
quel tanfo proveniente dal plumbeo cielo che a seconda del
vento può arrivare anche più forte e insopportabile. Con la
puzza si riesce anche convivere (tra cefalee, difficoltà di
respiro, malori e bruciori agli occhi!) se si considera che
quegli impianti inquinanti offrono posti di lavoro agli
abitanti della zona. Ma ad un figlio che nasce malformato o
al tumore che ti divora dentro non si può non reagire.
Chiudere o non chiudere gli stabilimenti? Fino ad oggi al
ricatto di tenerli aperti per salvaguardare gli stipendi dei
lavoratori che al loro interno operano, lo Stato (la Regione
Sicilia?) ha tenuto bassa la testa e ha ingoiato l’amaro
boccone.Mentre il vento insalubre si porta via l’amletica
domanda posta poc’anzi, Step1 vi racconta per sommi capi
quello che accade solitamente negli impianti e nelle zone
limitrofe. Innanzitutto l’inquinamento è a onor del
vero oggetto di frequenti monitoraggi da parte di svariati
enti territoriali: A.R.P.A. e Protezione Civile,
nonché Prefettura, Comando dei Vigili del Fuoco, Provincia
Regionale e A.U.S.L. di Siracusa.Alla radice del problema
c'è sostanzialmente il fatto che buona parte degli episodi
di inquinamento atmosferico, sono dovuti a "normali
incidenti tecnici agli impianti", che non sono oggetto di
sanzioni. Nello specifico sono le "torce", le responsabili
dell’inquinamento. Questi camini presentano una fiamma al
loro culmine e costituiscono le bocche di sicurezza che, in
caso di incidenti o problemi agli impianti, si attivano
automaticamente per ovviare ad incidenti più gravi (es.
un'esplosione). Trattandosi di sistemi di sicurezza, non
esistono parametri a cui le torce devono attenersi.
Paradossalmente, inoltre, sostanze che nell'aria
risulterebbero dannose, vengono bruciate e rese innocue
proprio attraverso la loro bruciatura in torcia.
Accade spesso che la popolazione lamenti odori nauseabondi e
lo comunichi alle autorità. Pur volendo intervenire
tempestivamente, gli enti preposti al controllo, durante i
loro sopralluoghi, non riescono quasi mai ad identificare la
provenienza delle sostanze inquinanti, né tanto meno la loro
completa composizione chimica, perché trattandosi di fumi e
componenti aeriformi si disperdono in pochi istanti in
atmosfera. Anche le stesse appariscenti fiammate si
risolvono in pochi minuti.
continua
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